GAVRILUK

Natale in Ucraina

Gli ortodossi adottano il calendario giuliano, per cui il nostro 6 gennaio è la loro vigilia del Natale. La Chiesa prescrive, per i quaranta giorni precedenti il Natale, un periodo di severo digiuno: non si mangiano né i derivati da animali né l’olio d’oliva, il sabato e la domenica sono concessi i molluschi e un bicchiere di vino. Il giorno della vigilia è ammesso solo il socivo (che è grano lessato misto a frutta) fino alla comparsa in cielo della prima stella, quando in chiesa comincia la lunga veglia.

Il Natale inizia la sera del 6 Gennaio con il “koliada”, che è un antico rituale di canti natalizi. La sera del 6 gennaio, la vigilia, si usa preparare una cena a base di verdure o pesce, il piatto nazionale che non mancherà su nessuna tavola è il “Kutia” , che consiste in una pietanza preparata con grano e miele, uva secca, noci ed altro.Secondo l’antica tradizione sotto la tovaglia si mette un ciuffo di paglia come quella della culla in cui dormiva bambino Gesu’.
Ogni famiglia sarà tutta riunita e dopo cena si intonano i canti natalizi del “Koliada”. Tra la cena, i canti e la gioia di stare insieme si attende la Divina Liturgia di mezzanotte.

 

Secondo l'antica tradizione popolare Ucraina della Santa Cena alla vigilia di Natale si raccoglie intorno al tavolo tutta la grande famiglia. E importante di non essere in ritardo al tavolo in questo giorno, i nostri antenati non mangiavano nulla fino alla sera. Solo alla prima stella nel cielo, che secondo la tradizione biblica, è la buona notizia della nascita del Salvatore Gesù Cristo, si puo' iniziare il pasto festivo Ucraino.

 

In Ucraina non si usava preparare il presepe (solo in alcune zone dell'ovest cattoliche era presente), ma negli ultimi tempi sono cambiate molte cose: infatti in molte case è possibile trovare un piccolo presepe.

Il saluto con il quale ucraini si salutano tra di loro durante il periodo natalizio è: “Cristo è nato!” la risposta: “GlorifichiamoLo”
Buon Natale in ucraino si dice:  “ Z Rizdvom Xrystovym”

Il 7 Gennaio E’ il Santo Natale, si va alla Liturgia e poi si festeggia con un pranzo ricco di ogni cosa. Così finisce il digiuno che ha durato per 40 giorni. Normalmente dopo la liturgia davanti la chiesa si fa il presepe vivente. Un piccolo spettacolo che raconta la storia della nascita di Gesù.

 
Nelle case, l’albero viene addobbato per l’anno nuovo, mentre per il Natale si usano le ghirlande intrecciate con i simboli cristiani (pesci, pecore, stelle ecc.).
 
I doni ai bambini li portano la notte tra il 6 e il 7 gennaio Ded Moroz (Nonno Gelo) o Babucka (nonna) e anche gli animali ricevono un piatto più gustoso del solito.
 
Nonno Gelo è il Babbo Natale russo. Vestito con una giacca rossa, stivali di pelliccia, ha una lunga barba bianca e abita - anziché al Polo Nord - a Cesarea in Cappadocia (attuale Kayseri) dove san Basilio fu vescovo nel IV secolo e fondò un centro ecclesiastico. Prima dell'avvento del Comunismo in Ucraina la data tradizionale per i doni ai bambini era il 19 dicembre, festività che sta tornando di attualità dopo l'indipendenza e la caduta del comunismo. Era tradizione invitare Nonno Gelo al pranzo di Natale dove viene servito il Kutya, un budino di grano,mandorle e arance.
 
Babbo Natale Viene rappresentato come un vecchietto dalla barba lunga, uno scettro, vestito da un lungo abito generalmente blu o bianco ed è accompagnato dalla giovane e bella nipote Sneguročka (Снегурoчка) o Snegurka (Снегурка), la "Fanciulla di Neve", con cui distribuisce i doni a Capodanno

In origine, nel folklore russo, Ded Moroz altro non era che il demone pagano Morozko che gelava le persone. Solo successivamente prese il nome di Nonno Gelo. La sua unione con Vesna (primavera) portò alla nascita di Sneguročka.

Babucka porta ai bambini un pezzo di pane nero. Questa la storia :
 
Tanto tempo fa, viveva una vecchia signora, Babucka, che accoglieva sempre i viaggiatori che passavano davanti a casa sua. Una fredda mattina invernale, bussarono alla sua porta tre signori riccamente vestiti che la pregarono di ospitarli. Babucka offrì loro un po’ di pane nero e una tazza di té e li fece dormire nel suo letto. Il giorno dopo, quando si svegliarono, la donna chiese loro il motivo del viaggio e gli stranieri le risposero: «Siamo tre re e veniamo da Oriente; stiamo seguendo una stella che ci guiderà verso Gesù Bambino». «Come mi piacerebbe venire con voi!» esclamò la vecchia, ma non poté unirsi subito ai suoi ospiti. Babucka si mise in cammino un po’ più tardi, portando in dono a Gesù un pezzo di pane nero, sua unica ricchezza. Non sapeva però in quale direzione andare… e si dice che la nonnina sia ancora in viaggio, nonostante siano passati tanti anni, a cercare notte e giorno, in ogni angolo della terra, Gesù Bambino.

Una bella tradizione vigeva in Ucraina. La preparazione dei festeggiamenti cominciava diverse settimane prima del Natale e aveva come protagonisti bambini e ragazzi. Essi dovevano preparare un vero e proprio spettacolo teatrale, fatto di poesie, monologhi e canti. Dopo averlo provato e riprovato, dal giorno della vigilia di Natale andavano di casa in casa a presentarlo, vestiti con i costumi da loro stessi disegnati e cuciti. Durante lo spettacolo, i ragazzi lanciavano chicchi di grano, per augurare prosperità e felicità, e in cambio ricevevano dolci o piccoli doni. Il giro si concludeva l’ultimo giorno prima della Quaresima.
 
Un’altra usanza era quella di mettere alla finestra un piatto con un po’ di kotia (il «cibo di Dio», a base di germi di grano, miele, uva, mandorle e semi di papavero) e un bicchiere di acquavite per le anime dei defunti.
 
La vera anima della tradizione ucraina è rappresentata dalla musica e dal canto: durante le feste locali e le riunioni familiari essa si esprime nelle antiche ed intense canzoni dei cumaky, i contadini carrettieri di un tempo. Le Koljadki sono i canti della vigilia del Natale. A colui che li canta, la padrona o il padrone di casa usa sempre regalare un salame o un pane o una moneta; ciascuno a seconda di quel che può.


“L’ultimo giorno di Natale era passato. Era discesa una notte chiara, d’inverno; si erano affacciate le stelle; la luna si era innalzata maestosamente nel cielo a far lume alla brava gente e al mondo intero, affinché tutti cantassero le koljadki e lodassero Cristo in letizia. Gelava piu’ intensamente che al mattino; in compenso vi era un tal silenzio che lo scricchiolio del ghiaccio sotto i passi si udiva a distanza di mezza versta. Non si era ancora fatta viva alcuna brigata di giovanotti sotto le finestre delle capanne; soltanto la luna le guardava con la coda dell’occhio, quasi ad invitare le ragazze vestite a festa ad uscire al piu’ presto sulla neve crepitante”

Così descrive la notte di Natale lo scrittore Gogol nel libro “Veglie ad una fattoria presso Dikan’ka”

Altre festività ricorrono il 13, il 14e il 18 Gennaio

Іl giorno 13 è denominato ricca cena o ricca sera; le persone devono mascherarsi da animale (cavallo o capra), e qualcuno da demonio; si va casa per casa cantando canzoni, facendo scherzi o giocando. Anche in questa occasione le famiglie visitate offrono dolci o soldi, a seconda delle possibilità. In questo stesso giorno, la sera si osserva la “ricca cena”: è usanza che in tavola ci siano 12 piatti diversi. Il giorno 14 gennaio si festeggia “ San Basilio” o “vecchio Capodanno”. I bambini vanno casa per casa seminando grano sul pavimento, augurando pace, abbondanza ecc. ecc…. è importante che la prima persona che entri in casa in questo giorno sia di sesso maschile, ciò in segno di prosperità e fortuna.

Infine,il giorno 18 gennaio chiude le festività natalizie, e si chiama “vodocrestya”. Di buon mattino ci si reca a messa, dopo la quale il prete benedice l’acqua che ogni cristiano porterà a casa. Quest’acqua benedetta sarà assaggiata da ogni membro della famiglia prima di fare la prima colazione. La stessa acqua sarà usata per benedire la famiglia, la casa e gli animali.
I riti del Natale sono molto antichi e il popolo ucraino con rigorosa fedeconserva ciò che gli antenati hanno tramandato.

Ti potrebbe anche interessare l'articolo sul capodanno a Kiev

Ti potrebbe anche interessare l'articolo sulla Koljada