Vodka
Proverbi:
“Non esiste vodka buona o cattiva, può essere poca o sufficiente”
“Se la vodka disturba il tuo lavoro, smetti di lavorare”
“Ubriaco di mattina, libero tutto il giorno”
La parola voda, acqua in russo, da cui deriva la parola vodka, il vezzeggiativo che, in maniera ironica, indica come “acquetta” la potente bevanda alcolica dal colore trasparente, tanto bevuta e apprezzata nei bar di tutto il mondo. La vodka in Russia ed in Ucraina ha un significato particolare, essendo parte della cultura, passata ma anche presente, del più grande Paese del Mondo. Eh sì, esiste una vera e propria cultura della vodka, una sorta di codice che ne regolamenta l'uso nella tradizione russa in ogni famiglia. E così ce ne si accorge anche non appena si entra in un qualunque supermercato o negozio di alimentari: la vodka è capace di occupare intere file di scaffali con le bottiglie dalle forme più strane, dai nomi più incredibili e dalle etichette sobrie o bizzarre a seconda dalla provenienza.
La vodka è tutto questo. A casa, ad ogni cena o pranzo che si rispetti, la vodka è sempre protagonista sulla tavola e la “cerimonia” da seguire è semplice e va rispettata. Il padrone di casa, o chi da quest'ultimo indicato, apre la bottiglia e riempie i bicchierini, chiamati stakanciki, che stanno appoggiati al tavolo e non tenuti in mano. Una volta riempiti i bicchierini chi designato proclama il tost, in pratica si dice il motivo per cui si beve, e si butta giù tutto d'un fiato la vodka dopo aver ”scontrato” i bicchieri per condividere il tost stesso. Subito dopo è necessario mangiare un boccone, in maniera da assorbire il gusto e placare l'effetto della vodka che, calma e decisa, scende nello stomaco. Generalmente si accompagna il bicchierino con un cetriolo marinato in acqua e sale, una fettina di lardo condito con peperoncino e aglio, o ancora una tartina al caviale rosso o una fettina di salmone oppure, in mancanza di tutto questo, si può mangiare una fettina di limone e pepe o più semplicemente mangiare un pezzetto di pane nero. Se proprio non si può avere nulla, si possono annusare i peli delle proprie braccia o i capelli dell'amico vicino. La bottiglia si deve lasciare sul tavolo, finchè è piena, e non va chiusa con il tappo ma va lasciata aperta. Una volta finita la bottiglia è d'obbligo appoggiarla a terra o comunque lontana dal tavolo imbandito. Lasciare sempre una bottiglia di vodka piena sulla tavola. È molto importante non bere soltanto, ma accompagnare ogni bevuta con del cibo, che assorbirà in gran parte l'acquetta.
La quantità, diciamo standard, da bere, anche se non ne esiste una, è 50 grammi di vodka, ossia il contenuto in grammi che il bicchiere può contenere. Poi ci sono bicchieri più capienti, ma generalmente il bicchierino ha una capacità di 50 grammi.
La vodka è un simbolo di ospitalità e cortesia. Se si è ospiti è normale portare in dono al capo famiglia una bottiglia di vodka; nelle feste comandate la vodka è la regina indiscussa della tavola ed è lei che pensa a riscaldare e a creare quell'aria di ebrezza tra i commensali. Meglio bere solo vodka, senza mischiarla ad altre bevande alcoliche, come la birra o il vino.
Tra le tradizioni in cui si è soliti consumare vodka al cimitero, nel momento del funerale, i più cari si stringono attorno al tumulo e bevono in onore del defunto, e versano un bicchierino anche per la sua anima o spirito. Questo bicchierino assieme a un pezzo di pane o a un cetriolo vengono lasciati sulla base della lapide o dietro la croce. Dopo 40 giorni dalla morte è d'obbligo una visita al cimitero con conseguente bevuta.
Si beve in onore di qualche d'uno, in onore di un sentimento quale l'amore, il terzo tost generalmente è infatti dedicato “za lubov”. Importante prima di bere, come già detto, esprimere un tost e non limitarsi al banale cin-cin, banale sì, ma anche una tipica usanza nazionale, italiana, che va a braccetto con allegria e momenti di festa.
Dove è nata la vodka ? C'è chi dice in Polonia e c'è chi dice in Russia e queste sono le due grandi linee di pensiero che si contendono l'origine del distillato trasparente più famoso al Mondo.
L'origine
Si pensa che abbia avuto origine nelle pianure della Sarmazia, tra Polonia e Russia. Il suo nome deriva dalla parola slava woda, acqua, perché all'aspetto ingannerebbe chiunque, trasparente, limpida, inodore ma, all'assaggio si rivela in una bevanda secca, senza particolari inflessioni, che immediatamente scalda gola e stomaco. Infatti la vodka viene chiamata, nelle località dove si presume sia nata, con parole la cui radice significa "bruciare". (per esempio in polacco: gorzalka; in Ucraino horilka). La vodka può essere distillata da tutte le piante ricche di zucchero o amidi. Gran parte delle migliori Vodka russe sono fatte con grano, mentre in Polonia esse dono fatte soprattutto con segale (le migliori). I distillatori svedesi e baltici preferiscono il grano. Le patate (le peggiori) non sono ben viste dai distillatori russi, ma sono tenute in gran conto da alcuni dei loro colleghi polacchi. La melassa, viscoso e dolce residuo della produzione dello zucchero, è largamente usato per fare Vodka di proco prezzo destinata ad un consumo di massa. I distillatori americani usano l’intera gamma degli ingredienti di base. Prima di aggiungere qualsiasi sapore alla vodka, viene prima filtrata il più possibile utilizzando, la maggior parte delle volte, dei filtri al carbone. L'obiettivo è eliminare qualsiasi impurità lasciando così alcool e acqua le uniche componenti del liquido. La vodka infatti è composta principalmente da acqua e alcool (etanolo) presente tra il 35 e il 60 percento in volume. Nella classica Vodka Russa, il tasso di alcool presente deve essere vicino al 40 percento, numero attribuito dal famoso chimico russo Dmitri Mendeleev. Grazie a questo trattamento, la vodka risulta molto spesso insapore. Non si altera con il tempo e non ha bisogno di invecchiare per dare il meglio di sè. Tralasciando il contenuto alcolico, le vodke possono essere distinte in due grandi categorie: le vodke pure e quelle aromatizzate con erbe o essenze fruttate. Non ci sono uniformi classificazioni della Vodka. In Polonia le Vodka sono classificate in base al loro grado di purezza: standard (zwykly), premium (wyborowy) e deluxe (luksusowy). In Russia la Vodka che è etichettata "osobaya" (speciale) normalmente è un prodotto di qualità superiore che può essere esportato, mentre la dizione "krepkaya" (forte) sta a significare un Vodka ad alto tenore alcolico di almeno 56% vol.
Cenni storici
L'origine della vodka non può essere tracciata con precisione, ma si pensa che abbia avuto origine nei territori dove, ora, sono situate la Polonia, l'Ucraina e la Russia occidentale. La parola "vodka", (in varie lingue slave diminutivo dei termini corrispondenti all'italiano "acqua", ad esempio il russo o l'ucraino [voda], o il polacco "woda") è apparsa scritta, per la prima volta, in Polonia nel 1405 in un registro di Sandomierz Court. La Vodka è tra le bevande alcoliche più antiche e più bevute del mondo. Trae le sue origini nell’Est Europa, dove si contendono la paternità del nome la Russia e la Polonia. Si scrive Wodka in polacco e Vodka in russo, nella lingua polacca la parola Woda, significa acqua, probabilmente si è voluto indicare con questo nome un distillato leggero, pulito nel gusto, quasi insapore, non certo leggero però di grado alcolico, perché alcune Vodke superano agevolmente anche i 50° alcolici. In Polonia e Russia sono migliaia le distillerie che producono questa bevanda. Nel 1520, nella sola Danzica in Polonia (che da molti viene considerato il luogo di nascita della Wodka) operavano già una sessantina di distillerie ufficiali, senza contare quelle clandestine. In Russia nel 1649, lo Zar Alessio promulgò un codice imperiale per la produzione della Vodka e all’inizio del XVIII secolo i nobili proprietari terrieri avevano l’autorizzazione per detenere un alambicco per piccole produzioni di consumo privato. Si produce un’ottima vodka anche in quasi tutti i paesi dell’Est e del Nord Europa, i quali, sono anche ottimi consumatori, con tradizioni che si tramandano da secoli. Nell’Europa Occidentale e nel Nord America la diffusione su larga scala ha invece una storia più recente. Pur non essendo nella nostra cultura, in questi ultimi anni siamo diventati dei discreti produttori e consumatori. Si può quindi ormai definire la Vodka una bevanda conosciuta e prodotta su scala mondiale. E’ un distillato che va bevuto liscio e abbastanza fresco per assaporarla meglio in tutta la sua pienezza, come ci insegnano nei paesi d’origine. E’ ottima anche nella preparazione di cocktail e long drink. Riesce sempre ad unirsi al meglio con gli altri ingredienti senza mai prevalere, donandoci, alla beva, una piacevole armonia di gusto. In Russia, il termine (con significato moderno) venne scritto in un documento ufficiale risalente al regno dell'imperatrice Caterina I; il decreto, datato 8 giugno 1751, regolava la proprietà di alcune distillerie di vodka. Un'altra possibile origine del termine può essere trovata nelle cronache di Novgorod, dell'anno 1533, dove il termine "vodka" è stato utilizzato nel contesto di tinture alcoliche. Attualmente, la vodka è uno dei liquori più conosciuti a livello internazionale. Essa raramente veniva bevuta al di fuori dell'Europa prima del 1950 ma la sua popolarità fu estesa anche al Nuovo Mondo in seguito al dopoguerra francese. Nel 1975, negli USA, sorpassò le vendite del bourbon whisky, fino ad allora il liquore più bevuto dalla popolazione americana. È interessante sapere che la vodka viene chiamata, nelle località dove si presume sia nata, con parole la cui radice significa "bruciare". (per esempio in polacco: gorzalka; in Ucraino horilka; ...).
Storie e leggende
Narra una leggenda russa, che i cavalieri cosacchi durante un attacco, si trovarono di fronte ad un lago che ne ostacolava il passaggio. Il rapido dileguarsi del nemico impediva la perdita di tempo nella costruzione di un pontone. Il pope che accompagnava il reggimento cosacco, benedisse allora l'acqua del lago trasformandola in vodka così che cavalli e cavalieri poterono berla e passare dall'altra sponda.
Il giornale umoristico russo Krokodil narra di un ipotetico dialogo tra Stalin e Pietro il grande nei cieli, dove lo zar si informa sulle sorti della Russia. "Come sta la gente da noi, ha sempre fame?" domanda Pietro "Beh...ecco..." risponde Stalin "Sono sempre in pochi a comandare?" chiede Pietro "Si ma vedi..." dice Stalin "E il grano vi basta o dovete sempre importarlo dall'estero?" dice Pietro "Ebbene, ora ti spiego..." risponde Stalin "E la vodka è sempre a 48 gradi" "No, quella adesso è a 43" risponde Stalin "E in tutto questo tempo, dopo quello che avete fatto, siete solo riusciti a ridurre la vodka di 5 gradi?" risponde Pietro.
Produzione
La vodka può essere ottenuta da differenti materie prime ricche di zucchero o amido, come cereali e patate. I cereali, come nella produzione della birra, devono essere maltati per scindere l'amido in monosaccaridi fermentiscibili. Ciò avviene grazie all'azione delle amilasi le quali scinderanno anche gli zuccheri di altri vegetali presenti.
Una volta separata la parte solida si procede con la fermentazione ottenendo un liquido simile alla birra. Dopo un breve periodo di riposo vengono eseguite varie distillazioni, con questo processo si portano il grado alcolico e il livello aromatico alla soglia desiderata.
Infine si può filtrare il distillato utilizzando carbone attivo per eliminare sentori sgraditi, questo trattamento porta ad un prodotto neutro. Spesso, piuttosto che filtrare, si preferisce effettuare una distillazione più accurata per mantenere aromi caratteristici.
Con successivi allungamenti di acqua (piovana, distillata, o sorgiva) si ottiene la gradazione con la quale la vodka verrà messa in commercio.
Tralasciando il contenuto alcolico, le vodke possono essere distinte in due grandi categorie: le vodke pure e quelle aromatizzate.


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