Yanukovic rassicura l'Europa
Missione europea compiuta per Viktor Yanukovich, ora atteso a Mosca a fine settimana. Il neo-presidente ucraino ha rassicurato oggi pubblicamente i vertici europei, dichiarando che "l'integrazione europe per l'Ucraina è la priorità chiave della sua politica estera" e che Kiev rispetterà tutti gli impegni relativi al transito di gas russo verso l'Europa. Il nuovo capo di stato si è mostrato cauto sul dossier Nato: "il nostro partenariato sarà conservato", ha detto, ma qualsiasi nuovo passo dipenderà da "ulteriori negoziati", ha precisato. Insomma, l'Alleanza atlantica può attendere. Messaggio rivolto piuttosto a Mosca, dove sarà venerdì prossimo e dove evidentemente avrebbero preferito un 'primo viaggio', che Yanukovich ha scelto di fare a Bruxelles proprio per attenuare il suo profilo di 'filorusso'.
Il neo-presidente nella capitale europea ha incontrato il presidente dell'Unione europea Herman Van Rompuy, il capo della Commissione José Manuel Barroso e della diplomazia Ue, Catherine Ashton. E ha usato la conferenza stampa congiunta con Barroso per distribuire rassicurazioni, in particolare sul gas, visto che tra i suoi propositi vi è la revisione degli attuali contratti per le forniture di metano russe, stipulati dalla premier - e sfidante sconfitta - Yulia Tymoshenko e giudiciati "sfavorevoli" all'Ucraina. "Siamo pronti a rispettare i nostri impegni per quanto riguarda ininterrotte forniture di gas verso l'Europa", ha detto, "a tal fine, miglioreremo considerevolmente il livello delle relazioni con la Russia." Poche ore dopo, il ministero dell'Energia ucraino ha annunciato il taglio delle esportazioni di elettricità verso l'Ungheria, la Romania e la Slovacchia, causa penuria di carbone.
Barroso, che ha a fissato nei prossimi 12 mesi la dirittura di arrivo dell'accordo di associazione da tempo fermo sul tavolo dei negoziati con Kiev, ha mantenuto un'evidente cautela sulla possibilità di accogliere un giorno l'Ucraina nella famiglia Ue, prospettiva che piace molto a Polonia e Paesi baltici, perchè sottrarrebbe definitivamente Kiev dall'orbita russa. "L'Ucraina è un Paese molto importante dal punto di vista della storia, della civilizzazione, della sua cultura - ha detto - ma per quanto riguarda l'adesione, piuttosto che discutere di possibili date per l'ingresso è meglio concentrarsi ora sulle riforme che l'Ucraina deve realizzare e che l'avvicineranno all'Europa". Quanto alla liberalizzazione del regime di visti per permettere agli ucraini il libero ingresso in Ue, il capo della Commissione ha promesso un esame "favorevole", ma ad opporsi alla revoca dei visti sono i Paesi limitrofi, che temono un'ondata di immigrati dall'Ucraina.


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