Bohdan Khmelnystky

E’ considerato eroe nazionale in Ucraina – a Kiev c’è una sua statua equestre - mentre da ebrei e polacchi viene ricordato per i massacri compiuti negli anni 1648/49 dalle truppe cosacche da lui guidate.

Documentario in lingua Russa parte 1

Documentario in lingua Russa parte 2

Finale dell'Opera omonima al teatro di Dontesk

Figlio di un nobile polacco – funzionario di basso rango – e di una donna cosacca era stato allievo di un collegio di Gesuiti dove fin dal principio gli vennero insegnate le solite calunnie. Nel 1620 combatteva contro l’Impero Ottomano e venne fatto prigioniero. Liberato col pagamento di un riscatto fece carriera nei reparti cosacchi. Rimase leale alla Confederazione Polacco-Lituana anche dopo la revoca nell’anno 1638 di molti privilegi dei Cosacchi.  Pare anzi che nell’anno 1646 fosse in predicato per un importante posto di comando quando ebbe uno scontro con un signorotto polacco che intendeva sottrargli il podere, oppure glie lo distrusse, come capitava all’epoca ad altri piccoli nobili ucraini. Chmelnyzkyj, anche se di padre polacco era pur sempre figlio di madre di etnia cosacca e, quindi, un “sangue-misto” da discriminare.

 Rendendosi conto della discriminazione di cui era vittima, fece propria la causa cosacca e decise di partecipare alla lotta contro il dominio polacco e in difesa dei privilegi tradizionali. Altra richiesta era l’aumento, prima promesso, dei Cosacchi del Registro, retribuiti direttamente dal re, a 40.000 uomini.

Le richieste cosacche non trovarono tempestivo ascolto per cui ebbe inizio la rivolta che sconvolse l’Ucraina, la Bielorussia e la Polonia e ricordata essenzialmente per le violenze contro le comunità ebraiche che in quel conflitto erano fra il martello cosacco/ucraino e l’incudine polacco-lituano. La furia cosacca colpì sia le comunità ebraiche che molti polacchi; specialmente nobili e sacerdoti cattolici.

Chmelnyzkyj seppe incitare i Cosacchi con slogan contro i nobili polacchi che li avevano svenduti agli ebrei;  parole che trovarono ascolto anche presso i contadini ucraini desiderosi di liberarsi dalla servitù della gleba.  Avendo servito nell’esercito polacco, Chmelnyzkyj sapeva che era poco numeroso e male comandato e che i posti di comando venivano assegnati in base ad intrighi e non per capacità dimostrata di guidare una battaglia. Avendo potuto stringere l’alleanza con il Canato Tataro di Crimea poté adottare una strategia di attacchi violenti a località strategiche avvicinandosi sempre di più verso la Polonia centrale.

Il primo scontro armato, con una netta vittoria di Chmelnyzkyj, ebbe luogo nell’Ucraina Orientale nel maggio 1648; i prigionieri polacchi vennero consegnati ai Tatari per essere venduti come schiavi nell’Impero Ottomano.

Seguirono massacri e saccheggi nella regione ad est del fiume Dnjepr; le vittime furono essenzialmente gli ebrei che non erano riusciti a fuggire in tempo o ad arrendersi ai Tatari; alcuni si battezzarono. Seguirono molte altre battaglie. Chmelnyzkyj con le sue orde si avvicinò sempre di più a Varsavia pur mostrandosi come il condottiero disponibile a trattative; molti massacri e saccheggi vennero compiuti da orde comandate dai suoi crudeli luogotenenti.

In coincidenza con l’inizio degli scontri armati, nel mese di maggio dell’anno 1648, era morto Re Wladislaw (Ladislao) IV° e il conseguente interregno durò fino al successivo  mese di ottobre quando venne eletto re suo fratello Jan II° Casimir, che dovette prima lasciare la carica di Primate Arcivescovo di Gidinia e tornare allo stato laicale.

 

Re Jan II° Casimir, vista l’incapacità dei comandanti militari polacchi, comprese la necessità di trovare una soluzione politica  concluse la pace con i Cosacchi accordando loro:

  1. Aumento del numero dei Cosacchi del Registro – aventi diritto al soldo – a 40.000 uomini.
  2. In tre regioni solo Cosacchi e nobili greco-ortodossi ucraini potevano ricoprire cariche.
  3. Nelle stesse regioni non dovevano esserci soldati polacco-lituani e ebrei.
  4. Fine delle discriminazioni contro la Chiesa Greco-Ortodossa.
  5. Seggio alla Camera Alta per il Metropolita greco-ortodosso di Kiev.
  6. Amnistia per tutti i rivoltosi.

Nel mese di gennaio 1649 Chmelnyzkyj tornò a Kiev dove venne accolto come un eroe e difensore della Chiesa Greco-Ortodossa e della libertà di tutto il popolo ucraino, anche se il suo primo obiettivo era di ristabilire i privilegi dei Cosacchi. Chmelnyzkyj controllò regioni sulle due rive del fiume Dnjepr, le divise in 16 zone, dette Reggimenti, affidate a ufficiali che, quindi, erano sia comandanti militari che governatori civili. Uno stato militarizzato, sul modello di quello dei Cavalieri Teutonici in Prussia Orientale

I Grandi Signori polacchi non volevano però accettare la rinuncia alla fertile Ucraina. Vennero inviati nuovi emissari che chiesero a Chmelnyzkyj che l’Ucraina rimanesse nella Confederazione Polacco-Litauna con le sole concessioni alla Chiesa Greco-Ortodossa e l’aumento del numero dei Cosacchi del Registro. Chmelnyzkyj, ovviamente, rispose in modo sdegnato minacciando di marciare su Varsavia.

Era, invece, un’armata polacca a marciare verso l’Ucraina ma, dopo uno scontro con Cosacchi e Tatari dovette trincerarsi in una fortezza dove venne assediata; sembrava una nuova disfatta. A questo punto Re Jan II° Casimiro fece grandi promesse ai Tatari che abbandonarono i Cosacchi. Chmelnyzkyj dovette accettare le condizioni del Trattato di Zboriv, Agosto 1949, con l’aumento del numero dei Cosacchi del Registro a  40.000 uomini e le concessioni alla Chiesa Ortodossa.  Questo trattato non venne ritenuto soddisfacente dalla popolazione ucraina che, in certo senso, impose a Chmelnyzkyj di riprendere la lotta per l’indipendenza. Rifatta l’alleanza con i Tatari, Chmelnyzkyj sconfisse l’armata polacca nel 1650 a Korsum. Dopo un nuovo voltafaccia dei Tatari Chmelnyzkyj dovette concludere un nuovo trattato con la Confederazione Polacco-Lituana: Il numero dei Cosacchi del Registro, con diritto al soldo, venne ridotto a 20.000 e le concessioni alla Chiesa Greco-Ortodossa non erano più previste. Questo trattato venne considerato da Chmelnyzkyj solo una possibilità per avere un po’ di respiro prima di riprendere la guerra.

Infatti, Chmelnyzkyj da solo non era in grado di resistere alla Confederazione Polacco-Lituana e concluse una nuova alleanza con i Tatari per poter marciare nuovamente nell’anno 1652. Dopo molte dure battaglie e un nuovo voltafaccia dei Tatari  Chmelnyzkyj dovette cercare nuovi alleati; la scelta era fra l’Impero Ottomano e la Russia, potenza in espansione ma preferita per motivi religiosi.

Già in passato alcuni Hetamani e dignitari della Chiesa Greco-Ortodossa avevano tentato di mettersi sotto la protezione dello Zar di Russia. Chmelnyzkyj già nell’anno 1648 aveva chiesto aiuto allo Zar Alexej che allora aveva preferito evitare il conflitto con la Confederazione Polacco-Lituana. Negli anni 1652 e 1653 Chmelnyzkyj inviò di nuovo delegazioni a Mosca e questa volta lo Zar e La Duma (Assemblea dei Bojardi/Gran Signori) accolsero la richiesta di protezione dell’Ucraina ma, allo stesso tempo e fingendo di voler evitare un conflitto, inviarono un’ambasceria da Re Jan II° Casimir invitandolo a concludere una pace con i Cosacchi. Questo invito venne considerato solo come un’ingerenza negli affari interni della Confederazione Polacco-Lituana.   

Lo Zar Alexej, sempre nello stesso anno 1654, ricevette una delegazione cosacca e accolse varie richieste quali i diritti e privilegi dei Cosacchi, dei nobili ucraini e della borghesia cittadina. L’armata cosacca avrebbe dovuto avere al massimo 60.000 uomini con regole per il soldo. Allo  Hetman venne riconosciuto il diritto di intrattenere rapporti con potenze estere; ma i contatti con il re di Polonia e con l’impero Ottomano sarebbero stati soggetti al consenso dello Zar. Sembrava che Chmelnyzkyj avesse ottenuto un massimo di autonomia sotto la protezione dello Zar di Russia. Era  l’illusione della quasi indipendenza dell’Ucraina.

Infatti, lo Zar Alexej, a sua volta, inviò emissari nella città di Perejaslaw  per invitare l’Assemblea a prestare giuramento di fedeltà; analoga richiesta venne fatta anche alle varie città. Dopo i giuramenti di fedeltà allo Zar Chemlnyzkyj credeva di poter ottenere, per reciprocità, un giuramento di rispettare i diritti dell’Ucraina.

Da parte russa venne spiegato che solo il vassallo doveva prestare giuramento; non il sovrano che concede graziosamente diritti e privilegi.  Chmelnyzkyj probabilmente neanche allora comprese che lo Zar aveva compiuto il primo passo verso la completa sottomissione dell’Ucraina, per il momento chiamata “Piccola Russia” accanto alla “Grande Russia”.    

Nello stesso anno 1654 lo Zar Alexej, per consolidare il proprio dominio sull’Ucraina, iniziò una guerra contro la La Confederazione Polacco-Lituana ottenendo definitivamente la città di Smolensk. Sui campi di battaglia l’alleanza russo-ucraina funzionò e le forze polacche dovettero abbandonare l’Ucraina e la Bielorussia. Chmedlnyzkyj pensò di guardarsi intorno in cerca di nuovi alleati.

Nell’anno 1655 Il nuovo re di Svezia Carlo X° - cugino della Regina Cristina che, convertitasi alla Chiesa Cattolica, aveva abdicato – per ottenere la supremazia sul Baltico, mosse guerra alla Confederazione Polacco-Lituana e chiese e ottenne l’aiuto di Chmelnyzky.  Re Jan II° Casimiro concluse una pace con lo Zar e cercò,ma invano, di portare Chmelnyzkyj dalla propria parte.

Nell’anno 1656 si ebbe la reazione polacca sottola guida di Stephan Czarniecki, che proclamò  guerra conto i nemici della Chiesa Cattolica e la nazione polacca e lanciò delle bande che, strapparono una città dopo l’altra all’occupante svedese e si scatenarono contro le comunità ebraiche con una crudeltà simile a quella cosacca di alcuni anni prima.

 Nell’anno 1657 Chmelnyzkyj attaccò di nuovo la Confederazione Polacco-Lituana; era però la sua ultima campagna militare perché morì dopo una breve malattia. Aveva voluto che gli succedesse il figlio Yursj, che però era troppo giovane ed inesperto per cui venne eletto lo Hetman Vyhowskyi che, all’inizio optò per una poltica di neutralità fra Confederazione Polacco-Lituana, Russia e Svezia. Ma il comportamento russo   spinse lo Hetman Vyhowskyi ad accordarsi nuovamente con la Confederazione Polacco-Lituana e nell’anno 1658 concluse un trattato che previde l’autonomia dell’Ucraina. Con l’aiuto di forze polacche e tatare Vyhowsyi sconfisse le forze russe ma venne accusato di svendere l’Ucraina ai padroni polacchi e costretto alle dimissioni. Yurasj Chmelnyzkyj si alleà nuovamente con i russi e attaccò nuovamente la Polonia ma,  sconfitto, dovette accettare un nuovo trattato con la Confederazione Polacco-Lituana.  Fine della rivolta .

 

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