Taras Shevchenko
Nello stesso anno Shevchenko fu accettato come studente nell'Accademia delle Arti nel laboratorio di Karl Briullov. Durante l'esame annuale dell'Accademia Imperiale delle Arti gli fu conferita la medaglia d'argento per un suo dipinto raffigurante un paesaggio. Nel 1840 gli fu appuntata nuovamente tale onorificenza, questa volta grazie al suo primo dipinto a olio intitolato "Giovante mendicante porgente il suo pane a un cane".
Poiché aveva iniziato a scrivere poesie di pregevole fattura mentre era ancora un servo, nel 1840 fu pubblicata una sua prima raccolta di testi poetici intitolata Kobzar. Un poeta della generazione precedente a quella di Shevchenko, Ivan Franko, si profuse in commenti entusiasti riguardo a questa raccolta, sottolineando inoltre la presenza di una "chiarezza, respiro ed eleganza di espressione artistica sconosciute precedentemente nei componimenti ucraini".
Nel 1841 realizzò il poema epico Haidamaky. Nel settembre di quello stesso anno Shevchenko fu nuovamente insignito della Medaglia d'Argento per il suo dipinto L'indovina zigana. Iniziò inoltre a scrivere libretti per teatro. Nel 1842, realizzò parte della tragedia Nykyta Hayday e nel 1843 completò il dramma Nazar Stodolja.
Durante il suo soggiorno a San Pietroburgo, Ševčenko compì tre viaggi in Ucraina negli anni 1843, 1845 e 1846. Durante tali visite incontrò oltre ai propri fratelli e gli altri parenti, i più grandi scrittori ed intellettuali ucraini quali: Јevhen Pavlovyč Hrebinka, Panteleјmon Oleksandrovyč Kuliš e Mykhaјlo Maksymovyč, stringendo inoltre una forte amicizia con la famiglia dei Repnin e in particolare con Varvara Repnina. Le difficili condizioni in cui vivevano i contadini ebbero un profondo impatto sul poeta-pittore.
Nel 1844, afflitto dall'oppressione zarista e dalla progressiva distruzione del suolo ucraino, Shevchenko decise di inserire alcune tra le rovine e i monumenti più belli di questa terra in un album di acqueforti, che chiamò pittoresca Ucraina.
Il 22 marzo 1845, il Concilio dell'Accademia delle Arti decise di conferire a Ševčenko il titolo di artista. Compì l'anno successivo un nuovo viaggio in ucraina dove incontrò lo storico Nikolay Kostomarov e altri membri della Confraternita dei Santi Cirillo e Metodio, una società segreta creata con l'obiettivo di supportare le riforme politiche all'interno dell'Impero Russo. Dopo la scoperta e la soppressione della Confraternita da parte delle autorità, avvenuta nel marzo del 1847, Shevchenko fu arrestato insieme ad altri membri il 5 aprile dello stesso anno. Anche se probabilmente l'artista non faceva parte di tale società, durante una perquisizione l'Ochrana rinvenì il suo poema "Il Sogno" ("Figlio"). In esso veniva aspramente criticata la politica imperiale e, poiché tali giudizi erano considerati estremamente pericolosi qualora provenissero da un uomo sospettato di fare parte di un'organizzazione sovversiva, fu punito molto severamente.
Taras Shevchenko trascorse gli ultimi anni della sua vita da un lato lavorando a nuovi componimenti poetici, dipinti e incisioni e dall'altro a pubblicare i suoi primi lavori. Provato dai difficili anni in esilio si spense a San pietroburgo il 10 marzo 1861. Fu prima sepolto nel cimitero di Smolensk nella capitale dell'impero ma successivamente, secondo i suoi desideri, contenuti nel suo poema "Testamento" (Zapovit), il suo feretro fu traslato dagli amici in Ucraina, su di un treno fino a Mosca e quindi su una carrozza. Shevchenko fu quindi sepolto l'8 maggio sulla Černecha Hora (Collina del Monaco; ora Tarasova Hora o Collina di Taras) nei pressi del Dnieper vicino a Kaniv .
Perseguitato da una terribile sfortuna in amore come nella vita, il poeta morì sette giorni prima fosse annunciata l'Emancipazione dei Servi della Gleba. I suoi lavori e la sua vita godono della profonda ammirazione della popolazione ucraina e il suo impatto sulla letteratura ucraina è ritenuto di estrema importanza.
Taras Shevchenko ha una posizione importantissima nella storia culturale ucraina: i suoi scritti furono difatti base per la letteratura del suo paese natale nonché contribuirono in maniera significativa alla formazione del moderno linguaggio ucraino. La sua poetica inoltre ebbe come effetto la crescita di una coscienza nazionale all'interno del Paese e ancora oggi è possibile ravvisare la sua influenza nella letteratura e nel modo di vivere ucraino. La causa di tale importanza è da ricercare nel pensiero stesso dello scrittore il quale, influenzato dal Romanticismo, trovò nelle sue opere il modo di amalgamare temi riguardanti l'Ucraina e la sua personale visione del mondo.
Oltre il poesie, Taras Shevchenko fu scritto i lavori teatrali. Il più noto dramma è "Nazar Stodolja" (in ucraino Назар Стодоля).
A causa della sua importanza a livello letterario viene spesso dimenticato il suo ruolo di pittore di prim'ordine all'interno del panorama russo, testimoniato dal fatto che i suoi contemporanei lo consideravano più un artista che uno scrittore. Sperimentò anche la scienza fotografica, essendo inoltre considerato il pioniere dell'arte dell'Acquaforte nell'impero Russo (nel 1860 gli fu insignito il titolo accademico dall'Accademia Imperiale delle Arti proprio per i risultati raggiunti con questo particolare tipo di tecnica artistica).
Vi è un gran numero di monumenti dedicati a Ševčenko sparsi per tutto il territorio ucraino, i più importanti dei quali si trovano a Kaniv e nel centro di Kiev, vicino all'università della capitale, a lui intitolata. In suo onore fu intitolata una stazione della Metropolitana di Kiev, Tarasa Shevchenka e fu reintitolata una città ucraina, Korsun-Ševčenkivskyj.
Fuori dall'Ucraina sono presenti numerosi monumenti dedicati allo scrittore soprattutto negli stati facenti parte della USSR. Il monumento di San Pietroburgo, ad esempio, fu eretto il 22 dicembre del 2000 ma l'artefatto raffigurante Shevchenko che questi era andato a sostituire era stato innalzato da Lenin subito dopo la Rivoluzione d'Ottobre, nel 1918. Un altro monumento in suo onore è presente a Orsk, dove sono a lui dedicate anche una strada, una biblioteca e l'Istituto Pedagogico Ci sono anche monumenti e memoriali nelle città del Kazakhstan dove fu per poco tempo trasferito prima del provvedimento di grazia: Aqtau (La città era chiamata Ševčenko tra il 1964 e il 1992) e il vicino Forte Ševčenko (rinominato da Forte Alexandrovsky nel 1939).
Dopo l'indipendenza ucraina alcune città rimpiazzarono le statue di lenin con quelle dello scrittore e ribattezzarono strade e piazza con il suo nome, anche se queste non avevano alcuna connessione con la biografia di quest'ultimo.
Fuori dall'ex Unione Sovietica monumenti raffiguranti Shevchenko furono eretti in molti paesi, solitamente per iniziativa della locale popolazione ucraina immigrata.
IL TESTAMENTO
Se io muoio, mi interrino
Sull’alta collina
Fra la steppa della mia
Bella Ucraina.
Che si vedano i campi,
Il Dniepr con le rive,
Che si oda il muggito
Del fiume stizzito.
Quando porterà il fiume
Al mare azzurro
Il sangue nero, nemico,
Il sangue impuro,
Lascerò allor la tomba
Ed andrò a Dio
Per pregare… Prima di ciò
Non conosco Dio.
Sepoltomi, insorgete,
Le caten rompete,
Che il sangue dei nemici
Spruzzi la libertà.
Nella vostra gran famiglia
Nuova, liberata
Vorrei esser ricordato
Con parola grata.


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