Storia di Kiev

 
Ogni città antica è unica, questo è vero specialmente se si tratta di una città sorpren­dente come Kyiv. In 15 secoli di storia si sono intrecciate leggende affascinanti e importanti eventi storici, le grandiose vittorie e le tragiche sconfitte. Qui tutto ha un senso speciale: il panorama in cui si uniscono il fiume e le montagne, la vivace modernità e gli unici monumenti storici. Si respira la romantica aria del passato. Conoscere una città del genere è più che una gita turistica poiché potrebbe risultare sconvolgente, nella ricerca della sua anima, che immancabilmente sarà ritrovata da una persona sensibile.

 Monumento in Piazza MAidan a KievLa storia della fondazione di Kiev è circondata da molte leggende. Il cronista Nestor, nel suo capolavoro "II racconto dei tempi promissori" ha raccontato la leggenda secondo la quale 1' apostolo Andrea ha predetto la futura gloria della città sulle sponde del fiume Dnipro. Dalla stessa fonte veniamo a sapere i nomi dei fondatori di Kiev — i fratelli Kyi, Scec, Khoriv e loro sorella Lybed (rapprsentati nel monumento in piazza Maidan), che gli storici non mettono in dubbio siano esistiti. Ciò è confermato da alcuni nomi dei luoghi della città: i monti Starokyivska, Scecavytsia, Khorevytsia e il fiume Lybed. Della profezia dell'apostolo, invece, si ricorda la chiesa che porta il nome di Sant'Andrea.

La storia dell'Ucraina è iniziata con il rumore degli zoccoli dei cavalli, quando gli sciti che dominavano le steppe a nord del Mar Nero, dal VII al IV secolo a.C., diedero inizio a secoli di dominazione politica e culturale straniera. Nel Monastero delle Grotte di Kiev, è possibile trovare alcune testimonianze della cultura scita: qui, infatti, ci sono tombe che contengono bellissimi oggetti in oro che raffigurano animali e uomini. Dopo gli sciti, altre ondate d'invasori (tra cui ostrogoti, unni e i kazari turco-iraniani) occuparono le terre che costituiscono l'attuale Ucraina.
I primi che riuscirono a unificare e a controllare la zona per un lungo periodo furono gli scandinavi, noti con il nome di rus. Conquistarono Kiev nell'882 d.C. e, alla fine del X secolo, la città divenne il centro di uno stato unitario chiamato Rus' di Kiev, che si estendeva dal Volga a ovest del Danubio e verso sud in direzione del Baltico. Nel 988, il capo della Rus' di Kiev, Volodymyr, accolse il cristianesimo da Costantinopoli, dando così inizio a un lungo periodo d'influenza bizantina sulla politica e sulla cultura dell'Ucraina. Nel 1520, l'impero ottomano controllava tutta la zona costiera dell'Ucraina.
Alla fine del XV secolo, la guerra e la peste avevano decimato la popolazione dell'Ucraina; in questo periodo, la regione venne occupata da schiavi in fuga e da rifugiati ortodossi che scappavano dalle regioni vicine, dove i controlli erano molto più severi. Tutte queste persone vennero definite kazaks (cosacchi), un termine turco che significa fuorilegge, avventuriero o predone. I cosacchi dell'Ucraina con il passare del tempo diedero vita a uno stato che, anche se ufficialmente era sotto la dominazione dapprima della Polonia e poi della Russia, godeva di una grande autonomia. Vent'anni più tardi, però, questo stato venne diviso fra Polonia e Russia.

Il nazionalismo ucraino che fiorì negli anni intorno al 1840, spinse i russi a proibire l'uso della lingua ucraina nelle scuole, sui giornali e sui libri. Dopo la prima guerra mondiale e la caduta dello zar, l'Ucraina ebbe la possibilità di guadagnarsi l'indipendenza, ma nessuna delle diverse fazioni del paese riuscì a ottenere il sostegno decisivo. Ebbe così inizio una guerra civile e il paese si ritrovò ben presto in una situazione di anarchia, con sei eserciti che si contendevano il potere e Kiev che cambiava governo cinque volte l'anno. Dopo una lunga serie di battaglie che coinvolsero anche la Russia, la Polonia e diverse fazioni etniche e politiche dell'Ucraina, la Polonia si appropriò di alcune zone dell'Ucraina occidentale e i sovietici ottennero il resto del paese. Nel 1922, l'Ucraina entrò a far parte ufficialmente dell'URSS.
Nel corso degli anni '20, mentre la leadership di Mosca diventava sempre più palese, si ebbe una ripresa del nazionalismo ucraino. Tuttavia, quando salì al potere nel 1927, Stalin utilizzò l'Ucraina come prova per le sue idee sul nazionalismo 'pericoloso'. Nel 1932-33 macchinò una carestia che uccise almeno 7 milioni di ucraini. Il paese fu ulteriormente decimato, a causa di deportazioni ed esecuzioni d'intellettuali. Stalin combatté anche i principali simboli religiosi del paese, distruggendo più di 250 tra chiese e cattedrali. Durante l'epurazione del 1937-39, milioni di ucraini vennero assassinati o deportati nei campi di concentramento sovietici. La seconda guerra mondiale portò ulteriore devastazione e morte: 6 milioni di persone persero la vita nelle battaglie tra l'Armata Rossa e l'esercito tedesco. È stato calcolato che, nella prima metà del XX secolo, la guerra, la carestia e le epurazioni causarono la morte di più della metà della popolazione maschile e di circa un quarto di quella femminile dell'Ucraina.
Il disastro di Chernobyl, avvenuto in Ucraina nel 1986, e l'angosciosa lentezza della risposta ufficiale sovietica provocarono malcontento in tutto il paese; due anni dopo, la chiesa uniate emerse dall'isolamento. Il Movimento del Popolo Ucraino per la Ricostruzione, un movimento nazionalista fondato a Kiev da intellettuali e scrittori, si diffuse in tutto il paese nel 1990. Nel luglio dello stesso anno, il parlamento ucraino proclamò la sovranità della repubblica (ma non la secessione), dichiarazione che non ebbe molto effetto. Poco dopo il fallito colpo di stato sovietico dell'agosto del 1991, il Partito Comunista Ucraino (CPU) venne dichiarato fuori legge e in dicembre la popolazione votò all'unanimità per l'indipendenza.

 

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