Ucraina antica
Il nome Ucraina deriva dallo Slavo Antico Orientale ukraina, formato da u cioè "vicino, presso" e la radice slava kraj, cioè "territorio".
Una delle teorie dice che la parola Ucraina ha una radice indoeuropea (s)krei cioè tagliare, dividere - la terra "tagliata" per il knjaz. La parola Ucraina appare per la prima volta nel 1187 nelle "Cronache di Kiev". Questo fatto contraddice la teoria russa che afferma che la parola Ucraina significa "terra di confine" - окраїна - della Russia, poiché a quell'epoca la Russia non esisteva ancora e Mosca era solamente un piccolo villaggio a nord della Rus' di Kiev.
In ucraino krajina significa semplicemente "paese, terra".
La storia d'Ucraina inizia dalla cultura di Trypillia (Трипільська культура) tra il 5400 e il 4000 a.C. Le città più grandi della cultura di Trypillia esistevano già più di 6000 anni fa e occupavano centinaia di ettari nella zona centrale dell'Ucraina. In queste città abitavano 10000-15000 persone. In epoca preistorica l'Ucraina appare già abitata da popolazioni di agricoltori che, grazie all'abbondanza d'acqua e al fertile terreno della regione, trovano condizioni favorevoli all'insediamento. Queste popolazioni furono soggiogate dagli Sciti, un popolo indoeuropeo seminomade originariamente stanziato a nord del Caucaso che, all'apice della sua potenza, occupò le coste del Mar Nero e la valle del fiume Dnipro tra il VII e il VI secolo a.C. Contemporaneamente la regione venne colonizzata dal mare da migranti Greci, che fondarono diverse colonie lungo la costa. L'interazione tra gli Sciti e i Greci delle colonie produsse una cultura propria con caratteristiche originali rispetto a quelle dei popoli confinanti. Nei lunghi secoli di vicinanza diverse comunità scite divennero in parte ellenizzate, e costruirono a loro volta delle città-stato improntate al modello greco. Nella parte occidentale dell'odierna Ucraina erano stanziati i daci/geti.
Nel II secolo a.C. il territorio scita fu invaso da est dai Sarmati, una popolazione seminomade di etnia affine agli Sciti, originaria delle steppe del Volga. In origine i Sarmati si mescolarono pacificamente con gli Sciti, ma ben presto si rivoltarono contro di loro e li attaccarono, arrivando a conquistare quasi tutto il loro territorio intorno al 150 a.C. Solo alcune città-stato e la regione del Caucaso rimasero sotto il controllo scita. A differenza di quanto fecero gli Sciti con i Greci, i Sarmati non si mescolarono con i popoli invasi, mantenendo la propria identità per molti secoli.
I Sarmati si opposero efficacemente all'espansionismo romano fino al II secolo, quando furono assoggettati dagli Alani. Gli storici ritengono che gli Alani fossero anch'essi della stessa stirpe dei Sarmati, e che l'invasione in realtà fosse solo un rivolgimento di potere interno alle tribù di questo popolo.
Nonostante le guerre di confine che opponevano Romani e Sarmati, è accertata anche l'alleanza delle città-stato Scite dell'Ucraina con l'impero Romano. Pur senza entrare a far parte dei domini Romani le città-stato commerciarono abitualmente con i mercanti imperiali.
Intorno al 220 DC i Goti e i Gepidi, facenti parte della stessa famiglia e incalzati ad est dagli Unni, invasero le pianure ucraine mescolandosi con i discendenti degli Sciti e dei Sarmati. Alcune città furono conquistate mentre altre rimasero neutrali, agendo come mercati per lo scambio dei beni saccheggiati dagli invasori barbari durante le loro prime campagne contro i Romani (che durarono fino al 270). Contemporaneamente, i Goti affinarono le loro tecniche di combattimento grazie al prolungato contatto con i cavalieri Sarmati. Durante la loro permanenza in Ucraina i Goti si divisero in due gruppi principali, gli Ostrogoti (Goti di Oriente, la "gente delle campagne") e i Visigoti (Goti di Occidente, la "gente delle foreste").
Nel 375 DC l'Ucraina fu occupata dagli Unni stessi, che sterminarono gli Alani, assoggettarono gli Ostrogoti e sconfissero i Visigoti sul fiume Nistro spingendoli oltre il Danubio contro i confini Romani.
Alla morte di Attila, e alla conseguente dispersione degli Unni, gran parte degli Ostrogoti emigrò nelle terre dell'Impero Romano d'Occidente, ma una parte rimase in Crimea, fondandovi la cosiddetta Cultura di Černjachov.
Nel VI secolo l'Ucraina fu invasa dagli Avari provenienti dalla Mongolia che, incalzati dai turchi, furono fermati nel 550 dall'imperatore d'Oriente Giustiniano che li costrinse a stanziarsi temporaneamente nelle pianure a nord del Mar Nero.
Tra l'VII e il IX secolo la regione costiera del Mar Nero fu invasa da popoli di stirpe turca, come i Peceneghi e i Kazari.


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